La Montagna Del Dio Cannibale


Regia: Sergio Martino


La Montagna Del Dio Cannibale non è una pittoresca bestemmia inventata in una qualsivoglia osteria veneta, ma è una pellicola appartenente al Cannibal Movie, un genere cinematografico nato in Italia alla fine degli Anni 70 rimasto per molto tempo nel dimenticatoio ma che, grazie al quasi sufficiente The Green Inferno di Eli Roth, sta tornando di moda (e speriamo che il sommo maestro Q. TARANTINO realizzi come sua ultima opera un film appartenente al Cannibal, essendo lui grande fan del genere).
Ma non perdiamoci in un bicchiere di sangue e diciamo subito che questo non è uno dei migliori esempi di Cannibal Movie (anzi!) e non è assolutamente all’altezza di classici del genere come Cannibal Holocaust (di sua Maestà Ruggero Deodato, sempre sia lodato!) Cannibal Ferox e Mangiati Vivi (entrambi dell’immenso Umberto Lenzi, che con il già citato Rugge sono i genitori naturali di questo genere).

Ovviamente un regista abituato a dirigere Lino Banfi in capolavori della commedia italiana come L’allenatore Nel Pallone e Spaghetti A Mezzanotte non si dimostra altrettanto abile nel realizzare un film che tra le mani di uno di quei due mostri sacri del cannibalismo made in Italy sarebbe divenuto sicuramente un cult del genere.

La trama racconta della spedizione, da parte di moglie e amici, per il ritrovamento di un povero cristo scomparso in una remota isola della Nuova Guinea abitata da una popolazione di spietati cannibali assetati di globuli rossi: ovviamente li incontreranno e saranno volatili per diabetici…..cioè saranno cazzi amari! (Chi non ha colto la citazione si autopunisca nel modo più severo che conosce n.d.r. 😃)

Nel cast abbiamo due grandi nomi: la bellissima Ursula Andress (l’indimenticabile Bond girl in bikini di fronte ad un eccitatissimo Sean Connery in Licenza Di Uccidere) e il leggendario Stacy Keach, barbuto e quindi senza il suo distintivo labbro leporino (lo chiamavano il “leprotto”, come lo sfortunato cacciatore del secondo capitolo di Fantozzi).


I primi 10 minuti, nei quali viene raccontata la storia dell’uomo scomparso, sono di un noia spaventosa. Fino al 60esimo minuto vediamo solo di striscio i cannibali e sono solo 4 le scene degne di nota: una scimmia divorata da un pitone e un iguana squartato e dissanguato (scene VERE, realizzate senza effetti speciali ma con animali in carne ed ossa…..sostenitori del tenerello panda del WWF cambiate canale!), in seguito un uomo viene sbranato da un coccodrillo (aveva ragione il capitano Giacomo Uncino!) e un altro viene decapitato.

Prima dell’attacco da parte dei cannibali, però, troviamo la scena migliore (e più divertente) dell’intero film: arrampicandosi su una cascata, il povero Stacy Keach scivola e finisce tra le rapide del fiume, creando un effetto Taboga/scivolo di un parco acquatico di Riccione causato dall’evidente uso di un fintissimo fantoccio di pezza (tipo uno di quei babbi natali appesi ai cornicioni durante le feste).

Dal 60esimo minuto in poi inizia il delirio più totale e lo spettatore non capirà più cosa ha davanti ai suoi sbigottiti occhi: la Andress verrà venerata come dea e girerà tutto il tempo nuda come mamma l’ha fatta con una folta peluria sotto e 6 chili per tetta sopra, un cannibale sarà evirato perché se la voleva sco*are (chiamalo scemo!), un nano in stile Bloodsucking Freaks torturerà una vittima finché non prenderà una testata in una roccia (scena fatta peggio della retromarcia contro la finestra di Alex L’Ariete), un cannibale si trastullerà il selvatico augello manco fosse un 15enne in piena crisi ormonale mentre un altro, in preda ad una trombaggine acuta, si inculerà un maiale che non si sa come sia arrivato lì (sarà mica Babe cresciuto?).


Colpaccio di scena finale scoprire che il protagonista Bruce Willis è un fantasma ed è per questo che il bambino riusciva a vederl….oh scusate mi sono confuso con un altro finale, chiedo venia e riprendiamo 😂

Finale classico senza infamia e senza lode, che si dimentica 36 secondi dopo (infatti chiedo a voi, se l’avete visto, come finisce??).

Una storia interessante ma che poteva essere sviluppata 1000 volte meglio di così.

La presenza di due attori in gamba (la Andress anche più di una gamba, proprio tutto il fisico) e di una decina di scene sufficienti non salvano un film invecchiato malissimo e che non ha la giusta cattiveria e lo stesso cinismo delle pellicole di Lenzi e Deodato.

UN CANNIBAL MOVIE DEBOLUCCIO, CONSIGLIATO SOLO AGLI AMANTI DEL CINEMA TRASH NUDO E CRUDO (paragonarlo a Cannibal Holocaust è come paragonare il Mago Otelma a Gesù Cristo!)

Giudizio complessivo: 5
Enjoy,


Nicolò Benincà


Film Completo



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