American Mary


Regia: Jen e Sylvia Soska

RECENSIONE

Uhhh che bella scoperta, un film piuttosto malato ma davvero intrigante, che consiglio di vedere agli appassionati del genere e a chi si diverte a sollazzarsi dinanzi a trasmissioni del calibro di Body Bizarre e robba simile che si può facilmente trovare su Real Time e affini.

American Mary narra la storia di questa studentessa in medicina che ben presto, complice il disperato bisogno di money, inizia a sperimentare, neanche troppo volontariamente in fondo, le sue abilità nel trattare pazienti non esattamente convenzionali e parallelamente scoprirà la vera essenza dei dottoroni con cui ha a che fare quotidianamente.

Come già mi era capitato di sottolineare in Starry Eyes, pure qui il film è incentrato su una figura femminile che si erge a protagonista indiscussa della faccenda e guarda caso pure in questo caso il risultato è decisamente soddisfacente. Niente da dire, l’intrigante Marilyn Manson…ehm no volevo dire Mary Mason (sarà mica un’assonanza studiata ad hoc?) è proprio un bel tipino e la signorina Katharine Isabelle se la cava più che dignitosamente mostrando, oltre ad una interessante prestazione interpretativa, alcune doti fornitele da Madre Natura che in un primo momento fanno sembrare la possibile assunzione al Night club (per un lavoro convenzionale al luogo) come una prospettiva davvero stuzzicante.


Lo scenario che si viene a creare prende molto bene, non sai mai quale sarà la prossima richiesta di intervento che la “dottoressa” dovrà affrontare e nel mentre, complice la violenza subita, inizia a farsi strada l’idea del rape and revenge in pure stile Spit on Your Grave. Idea che giunge inaspettatamente, ma che diventa quanto mai apprezzabile, soprattutto dopo l’evento scatenante e dopo quel silenzio che accompagna la nostra protagonista nei momenti immediatamente seguenti.

 
Ma se da un lato tutto ciò convince, la “trasformazione” di Mary appare invece un po’ troppo affrettata per essere credibile fino in fondo. D’accordo che il profumo dei soldi e della vendetta non ammette e non concede tentennamenti, però dai qui indubbiamente un po’ si esagera.

Gli effetti sono molto ben realizzati e vedono la loro più riuscita applicazione nelle sequenze dove il buon doctor se ne sta forzatamente appeso tentando di emulare i protagonisti di Hellraiser o Ichi the Killer e nella realistica operazione delle gemelle. Che poi guarda caso pure le registe sono due gemelle, Jen e Sylvia Soska (le Soska Sisters di See no Evil 2 per intenderci), un altro caso??? No perché in realtà sono proprio loro a concedersi il cameo.


E comunque, da questo spunto mi sarei aspettato qualcosa in più, c’era un buon margine per approfondire e sviluppare le idee malsane delle twins, un qualcosa alla Human Centipede per intenderci, che però purtroppo è rimasto nella penne delle due.

Il finale severo ma giusto, chiude bene un film nel complesso positivo.

Giudizio complessivo: 7.2
Enjoy,





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