Veronica


Regia: Paco Plaza


Più che dignitoso film horror spagnolo, che forse non aggiunge molto al panorama internazionale e che probabilmente non verrà ricordato nei prossimi lustri come il nuovo Shining, ma che ha qualche freccia al suo arco da giocarsi senza troppo sfigurare.

Negli ultimi anni infatti la Spagna non è stata di certo a guardare il resto del mondo giocare con il genere horror, producendo ottimi lavori del calibro di The Orphanage e Fragile (tra i più conosciuti) e perle meno conosciute ma non per questo meno interessanti tipo Musaranas. Non scordiamoci poi pure la serie “Peliculas para no dormir” che, tra un film più riuscito e un altro meno, ha saputo intrattenere discretamente lo spettatore.

E Paco Plaza in tutto questo ha fornito il suo buon contributo, partendo coi REC insieme al collega Balaguerò ed arrivando da solista a questo Veronica.

Già l’inizio non è malvagio, con quella musica incalzante e piuttosto coinvolgente che sembra cantata direttamente dal Piero Pelù ispanico e con la faccenda dell’eclissi che appare piuttosto originale e promettente, anche se poi non viene cavalcata come forse avrebbe meritato.


Ma la comparsa della tavoletta Ouija e la conseguente seduta spiritica con tanto di iniziale incredulità, scherzi delle partecipanti e risveglio dello spirito incacchiato più di Sgarbi quando incontra Le Iene, ci fa ripiombare nella fiera del luogo comune, facendo tornare alla mente parecchi fallimenti in materia (Ouija su tutti per esempio). 

Alcune faccende un po’ forzate e in alcuni casi inconcludenti (vedere per esempio reazione delle amiche dopo la seduta, offese con la protagonista senza troppi apparenti motivi e presenza della suora cieca che, pur risultando un personaggio ben riuscito e sufficientemente inquietante, non trova una collocazione esattamente ben definita), contribuiscono a mantenere il film in una zona non proprio confortevole, ma per fortuna vi sono diversi punti a favore che risollevano la situazione.


Per prima cosa non scordiamoci che il tutto è tratto da una storia realmente accaduta, dove una ragazza ci ha davvero lasciato le piume dopo aver presumibilmente giocato con la tavoletta e ciò conferisce sempre quel grado di interesse superiore, che in questo caso viene ben mantenuto da una regia di Plaza che piace parecchio, grazie ad alcune realizzazioni tecniche di buon livello (c’è per esempio una sequenza, in cui la ragazza si alza dal letto, che ho dovuto rivedere tre volte per capire se era una finezza o un errore…e forse mica l’ho capito ancora) e ad alcune scene decisamente meritevoli (come quella del letto e del sogno).

Sandra Escacena poi, probabilmente all’esordio, non se la cava affatto male e ci regala una prestazione di tutto rispetto, con alcune espressioni che colpiscono e che sarebbero potute risultare ancor più memorabili se il regista avesse deciso di spingere maggiormente sul tasto jump scares che, seppur senza bisogno di clamorose esagerazioni, avrebbero potuto offrire molto di più alla causa.


Detto ciò, pur mantenendosi lontano dall’essere giudicato un capolavoro, resta un film assai godibile, che scivola via rapido e che nel complesso non dispiace.

Giudizio complessivo: 6.8
Enjoy,




Trailer


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