The ABCs Of Death 2


Regia: Vari Registi (son 26, andateveli a cercare ðŸ˜ƒ)


26 registi provenienti da ogni parte del mondo, 26 lettere dell'alfabeto, 5.000 dollari, 5 minuti, 26 nuovi corti e sopratutto...26 nuovi modi di morire.

Cosa uscirà fuori da questo sequel di una delle antologie horror più pazze, malate e violente mai realizzate?

Beh, la critica statunitense aveva bollato frettolosamente il precedente ABC's Of Death come flop totale, forse non apprezzando i corti troppo weird presenti.

È stata una cosa assolutamente diversa con questo secondo capitolo, il film ha avuto moltissime critiche positive, contribuendo anche alla produzione del terzo capitolo (o quasi).

Ma sara realmente superiore al suo predecessore o almeno...una pellicola che merita di essere vista?

È tempo di scoprirlo, recensendo uno per uno questo 26 corti.


A is for Amateur (dal regista di Cheap Thrills, E. L. Katz)
Il film si apre con un corto horror che punta molto sulla risata.
Assisteremo infatti alle (dis)avventure di un killer professionista, ma non troppo.
Prende per il sedere i film d'azione, e lo fa bene, ottimo per iniziare.

B is for Badger (diretto da Julian Barratt)
Poteva non mancare un mockumentary in questo capitolo? Che domande...assolutamente no!
E infatti eccolo qui, peccato che ANCHE questo sia un corto comico.
Buoni gli effetti speciali e poi nient'altro.

C is for Capital Punishment (diretto da Julian Gilbey)
Finalmente ecco un episodio come si deve: realizzato splendidamente, crudo e che fa riflettere.
Eccellente la regia, che indugia quel tanto che basta per scompigliare lo stomaco a noi spettatori.
Uno dei migliori.

D is for Deloused (diretto da Robert Morgan)
Primo corto animato della pellicola, nonché primo corto veramente disturbante.
Durante la visione non potrete non sentire il senso di putrefazione che questa piccola perla emana.
Stupendo.


E is for Equilibrium (diretto da Alejandro Brugués)
Dopo due episodi di non facile visione eccone uno molto soft, con davvero poco a che fare con l'horror.
Eppure, con la sua semplicità, è davvero spassoso, il migliore tra i corti comici.

F is for Falling (dai registi di Big Bad Wolves, Aharon Keshales e Navot Papushado)
La "calma" dura poco, perché con questo episodio si torna sul pesante.
Una storia di amicizia troppo breve tra una ragazza Israeliana e un Palestinese.
Toccante!
E dai registi di Big Bad Wolves non ci si poteva aspettare di meglio.

G is for Grandad (dal regista di The Greasly Strangler, Jim Hosking)
Mio dio...
Ennesimo corto horror demenziale, maledettamente brutto.
Non fa ridere, il peggiore.

H is for Head Games (diretto da Bill Plympton)
Secondo cortometraggio animato, anche questo molto carino, ma soffre troppo il confronto con Deloused.
Niente di memorabile.

I is for Invincible (diretto da Erik Matti)
Dopo la lettera G, ecco un altro enorme flop.
Gli eredi di un anziana signora cercano di ucciderla, ma lei non ne vuole sapere di morire.
Corto insipido.

J is for Jesus (diretto da Dennison Ramalho)
Pieno di gore e realizzato in maniera perfetta, un corto-capolavoro che merita di essere visto.
Non vi spoilero assolutamente niente, godetevelo.

K is for Knell (diretto da Kristina Buožytė e Bruno Samper)
Una sostanza liquida nera appare in cielo e semina morte tra la popolazione.
Niente da dire, episodio horror che punta tutto sul surreale e riesce a inquietare.
Meriterebbe un lungometraggio.

L is for Legacy (diretto da Lancelot Oduwa Imasuen)
Naturalmente, dopo cotanta bellezza, ritornano i cortometraggi da quattro soldi.
Cosa dire? Pessimi attori, pessimi effetti speciali, pessima regia, pessimo tutto!
Tutto!

M is for Masticate (diretto da Robert Boocheck)
Il vincitore del concorso a cui hanno partecipato anche i corti che saranno presenti in "ABCs Of Death 2.5".
Dopo la lettera L questo sembra oro colato.
Estremamente weird (non una novità d'altronde).

N is for Nexus (diretto da Larry Fessenden, presente come attore in vari film horror molto famosi)
Una semplice giornata di Halloween finisce nel verso sbagliato.
Bello il montaggio e il ritmo incalzante, degne di nota anche le citazioni a You're Next e Bride of Frankenstein.
Bene ma non benissimo.

O is for Ochlocracy (mob rule) (dal regista di Henge, Hajime Ohata)
Finalmente arriva il turno anche di un corto Made in Japan, e non è un caso che questo sia uno dei migliori presenti.
Davvero incredibile come gli asiatici riescono a rendere originale un tema classico come quello degli zombie.

P is for P-P-P-P SCARY! (diretto da Todd Rohal)
Altro episodio tra il WTF e il comico, da un momento all'altro mi aspettavo apparissero anche Stanlio e Ollio...
Niente di esaltante, ma una risata la strappa.

Q is for Questionnaire (dal regista di The Nightmare, Rodney Ascher)
La lettera Q torna a ricordarci che questo non è un film per stomaci deboli, con un uomo che, suo malgrado, dovrà dare in "prestito" il suo cervello ad un gorilla.
Chi ne capisce il senso è bravo.

R is for Roulette (diretto da Marvin Kren)
Eh beh, già con il titolo si può già capire su cosa ruoterà questo episodio.
Un crescendo di tensione che ci lascia con il fiato sospeso, per un twist ending finale.
Non tutto è quello che sembra.

S is for Split (diretto da Juan Martinez Moreno)
È da questa lettera in poi che però iniziano i migliori (e anche i più disturbanti), con qualche piccola eccezione.
Un home-invasion di pregevole fattura, con protagonista una famiglia. 
Crudo e intenso con annesso finale a sorpresa! Cosa si vuole di più?

T is for Torture Porn (dai registi di American Mary, Jen e Sylvia Soska)
Agli amanti del tentacle-hentai (chi non sa a cosa mi riferisco meglio che non cerchi su internet) piacerà senza dubbio questo cortometraggio, con forte critica sociale inclusa.
Peccato che oltre al tema trattato e alla bellissima attrice non c'è nient'altro, non si salvano manco gli effetti speciali.
Dalle donne che ci hanno portato American Mary era logico aspettarsi molto di più.

U is for Utopia (dal regista di Cube e Splice, Vincenzo Natali)
Come anche nel primo alfabeto della morte, anche qui c'è un corto futuristico/distopico.
Allegoria della società moderna, merita.

V is for Vacation (dal regista di Stage Fright, Jerome Sable)
Altro mockumentary, si contraddistingue però dagli altri per l'idea geniale di usare la telecamera di un telefono.
Surreale, ma divertente a suo modo.

W is for Wish (diretto da Steven Kostanski)
Chi, da bambino, non ha mai desiderato di vivere le avventure del suo eroe preferito?
Ecco, gli (s)fortunati ragazzini protagonisti di questo corto scopriranno, a loro spese, che il loro sogno è diventato realtà.
Crudelissimo, violentissimo, bellissimo.


X is for Xylophone (dai registi di A L'Interieur, Julien Maury e Alexandre Bustillo)
Cosa ci si poteva aspettare da una coppia di registi del genere se non un corto malatissimo e shoccante?
Xylophone è un pugno nello stomaco, l'ho amato.
Nonostante il finale un pochino prevedibile.

Y is for Youth (diretto da Soichi Umezawa)
Secondo e ultimo episodio Giapponese, inferiore a Ochlocracy ma degno di nota.
La ribellione di una ragazzina contro i suoi parenti...disturbante, ma non quanto la X e la Z.

Z is for Zygote (diretto da Chris Nash)
E proprio quando tutto sembra ormai finito, arriva un altro pugno allo stomaco.
Forse quello di più difficile visione, un malato ciclo di vita e di morte che ricorderete per molto.
Il top.


Perciò, tirando le somme, questo The ABCs Of Death 2 racchiude piccole perle orrorifiche, mischiate omogeneamente (come è logico che sia) a altri cortometraggi poco riusciti.

Ma, se dovessi realmente paragonare il primo capitolo a questo qui, sinceramente, non ci riuscirei. Complessivamente sono molto simili.

Rimane il fatto che il dislivello tra lettera e lettera è stato senza dubbio più accentuato in questo sequel rispetto al suo predecessore, nel quale il livello di qualità era abbastanza omogeneo.

Consigliato a tutti gli amanti del precedente capitolo e a chi cerca una antologia horror originale e per stomaci forti.

Giudizio complessivo: 7
Buona visione,


ASickIchi


Trailer



Lasciate un commento, oh voi che leggete...
Per non perdervi neanche una recensione, seguiteci qui 😉: