Vampires






Un ottimo John Carpenter decide di fare un salto nel mondo dei vampiri e fa centro ancora una volta, con questo spassoso Vampires, un western-horror (non so se vale questo crossover, macchissenfrega), che indubbiamente strizza l’occhio a quel Dal Tramonto All’Alba, uscito l’anno prima e che si catapulta, a mio avviso, tra i top 5 del maestro.

E pensare che le premesse non erano buone la prima volta che lo avevo visto; personalmente infatti non adoro particolarmente i film in cui i vampiri la fanno da protagonisti e in più la critica e gli appassionati meno attenti avevano sempre snobbato questo film. Pensavo di conseguenza di ritrovarmi di fronte a una mezza ciofeca ed invece, ad oggi, questo è il lavoro di Carpenter che rivedo più volentieri.


Il merito va infatti al regista per aver creato un film che affronta il tema vampiresco in modo totalmente atipico, fregandosene delle regole convenzionali della categoria e proponendo una riga di soggetti che in fin dei conti, a parte il capo Valek, fa un po’ il cazzo che gli pare. E pure la battaglia tra i suddetti e i loro antagonisti è totalmente fuori dai classici schemi, all’interno dei quali Carpenter dimostra ancora una volta di non voler proprio essere incatenato. 


E per la buona riuscita di questo progetto, il regista viene senz’altro aiutato da una grandissima prestazione di un James Woods decisamente tamarro, così come tutta la sua squadra (da 10 in particolare risulta la scena iniziale, in cui escono dal furgone e si schierano) e di una Laura Palmer piuttosto a suo agio nelle vesti che le sono state ritagliate per l’occasione.


La trama, ad essere onesti, non è poi niente di così eccezionale, ma è tutto il contorno che riesce ad elevare il film.

Buoni infatti appaiono gli effettacci sparsi qui e là, uniti ad un trucco convincente e ben riuscito, molto belle le ambientazioni desertiche e polverose, interessante la action presente per quasi tutta la durata della faccenda (ed amplificata nella parte finale) e sagace infine la critica al sistema ecclesiastico e a come viene gestito il potere da parte di chi ne è in possesso per meriti più o meno chiari.


E poi vabbè le ottime musiche, sempre firmate John Carpenter, e un divertimento assicurato da alcune battutacce meravigliosamente fuori luogo, fanno il resto. 

Rispetto alle porcherie in tema vampiresco viste al giorno d’oggi, questo film è chiaramente anni luce avanti e la descrizione di Crow a Padre Guiteau proprio dei vampiri stessi vale tutto il film:

Per prima cosa non sono romantici chiaro?...Non assomigliano affatto ad un branco di transessuali che se ne vanno in giro in abito da sera a tentare di rimorchiare tutti quelli che incontrano con un falso accento europeo... dimentichi quello che ha visto al cinema: non diventano pipistrelli, le croci non servono a niente, l'aglio vuole provare con l'aglio? Si metta una treccia d'aglio intorno al collo e quei vigliacchi le arrivano alle spalle, glielo mettono allegramente in quel posto mentre intanto le succhiano il sangue senza cannuccia. non dormono in bare di lusso foderate di seta, vuole ammazzarne uno? Gli pianti un paletto di legno direttamente in mezzo al cuore, il sole li riduce in cenere nel giro di un minuto”.

Fidatevi di me, andate a recuperare questo gioiellino e diffidate dagli inutili sequel, in uno dei quali se ricordo bene c’è pure Bon Jovi, preferendo inoltre la versione in lingua originale, a causa di un doppiaggio non propriamente efficace.

Giudizio complessivo: 8
Enjoy,

Luca Rait




Trailer


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