Allucinazione Perversa - Jacob's Ladder


Regia: Adrian Lyne

Recensione #1

Ogni tanto nella vita si perde qualcosaUn amico mi ha consigliato di vedere questo film e devo dire che in effetti... mi ero perso qualcosa.
Innanzitutto il regista è Adrian Lyne che ha nella sua carriera diretto film come: 9 Settimane e MezzoAttrazione FataleProposta IndecenteLolita e purtroppo ahimè anche FlashdanceLa pellicola è uscita nel 1990, la regia ricorda in maniera esponenziale quella di John Carpenter, infatti più che un drammatico sembra in un horror che passa a volte per un thriller. E' proprio questa la peculiarità in questo piccolo capolavoro che attrae: i 3 generi vengono frullati insieme in un cocktail gustoso per lo spettatore.

La storia anche se semplice è intrecciata ad arte con continui flashback ed allucinazioni del protagonista (Tim Robbins) che convince lo spettatore del dolore e della follia del personaggio. I caratteri che circondano il protagonista altrettanto ottimi e interpretati da grandi personaggi del mondo dello spettacolo. Il film comunque ha uno scopo ben preciso, denunciare l'utilizzo di armi non convenzionali nella guerra del Vietnam e descrivere il tormento dei veterani.

Consiglio a tutti di vedere questo film precursore, in tanti colpi di genio della regia, di moltissime pellicole successive.

Recensissimo


Recensione #2

Una pellicola allucinante, così come suggerisce il titolo, che trova senza ombra di dubbio la sua chiave di lettura nell'ottimo finale, approfittando della situazione per strizzare l'occhio all'horror (anche se poi in realtà riesce ad abbracciare più generi durante lo svolgimento della vicenda) e avvalendosi della grande prestazione di Tim Robbins, ma anche di un buon Danny Aiello, che nella parte del fisioterapista amico non se la cava per nulla male.


Chiaro, il tema della Guerra del Vietnam e di tutto quello che essa possa aver comportato per chi ha avuto la sfortuna di combatterla, è decisamente abusato e non sto manco ad elencare tutti i film che, in un modo o nell’altro hanno affrontato l’argomento. E pure la faccenda del testare sostanze chimiche su persone non mi è del tutto nuova, anche se in realtà non saprei proprio dire chi è stato il primo ad affrontarla; certo è che mi sento di poter affermare che mai (almeno che io ricordi) si erano viste le due cose riunite in un unico film ed in questo bisogna applaudire gli ideatori ed il regista.

Non è un caso che diversi spunti siano stati poi ripresi più o meno direttamente in seguito e, a tal proposito, è impossibile non pensare al buon Federico Zampaglione e al suo riuscitissimo Shadow, che sul finale dimostra inequivocabilmente di aver visto ed apprezzato questo Jacob’s Ladder.

E dico proprio Jacob’s Ladder perché questo è il vero titolo a cui bisogna far riferimento, ripensando anche al chiaro riferimento biblico che poi spiega molto di quello che succede. La vergognosa traduzione italiana (non la prima purtroppo e molto probabilmente manco l’ultima…e a questo punto mi sorge spontaneo chiedermi chi cazzo è che li decide) non rende giustizia a questa piccola perla, per altro troppo poco conosciuta, e serve solo per attirare qualche allocco in più, incuriosito forse da un possibile rimando ad altre “meraviglie del regista”, tipo Attrazione Fatale o Nove Settimane E Mezzo.

Molto bella l’ambientazione newyorkese, assai convincente la sceneggiatura ed il montaggio.

Le allucinazioni a cui è soggetto il protagonista, spesso raffiguranti esseri disumani veramente inquietanti, sono un vero valore aggiunto, all’interno di tutto questo alternarsi di incubi e realtà che ti coinvolge inevitabilmente e che ti fa cadere ben presto le convinzioni che ti eri appena fatto.


Non c’è dubbio, Lyne ha fatto centro stavolta e questo si tratta di un filmone, da vedere però preferibilmente due sole volte, una per godere appieno del colpo di coda finale e l’altra per ripercorrere tutta la situazione, vedendola chiaramente con occhi diversi.

Giudizio complessivo: 8.5
Enjoy,

Luca Rait



Trailer



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