Taxi Driver





Trama iniziale

Un reduce dal servizio militare in Vietnam, vive la sua giovane età senza particolari stimoli.
Abitando a New York e soffendo di un'isonnia cronica che gli impedisce di dormire anche solo un minuto, decide di iscriversi in una società di taxi per prestarvi servizio. Cosi, coprendo il turno notturno tra le 18 e le 6 di mattina, può impegnare il suo tempo e svagarsi un po'.

Come prevedibile, la sua attività gli riserva sorprese e piacevoli o meno incontri: tanto per fare un esempio, conosce una bella ragazza che lavora al comitato elettorale di un candidato alle presidenziali. Così ogni giorno si apposta fuori dal locale per spiarla e stalkerarla alla grande, finchè non si decide ad entrare e a tentare un approccio..

Questa finora la parte positiva, perché infatti in seguito una notte fa un incontro spiacevole con una ragazza molto giovane che sale sul suo mezzo e in tutta fretta gli chiede di partire via. Travis non fa in tempo a mettere in moto ed ecco che arriva un energumeno a prelevarla e a ricompensarlo in cambio del suo silenzio. Non sarà l'ultima volta che la incontra..

In più, una sera carica sul taxi un tizio inquietante e sadico, che gli chiede di appostarsi sotto la casa dell'amante della moglie e lo informa che ha intenzione di spararle per spappolarla in grande stile con una calibro 44. Anche questo incontro avrà le sue ripercussioni, quasi una svolta dato che decide di acquistare dal mercato nero un set completo di pistole..



Recensione critica

Non vogliatemi male, ma il film non mi è piaciuto.
  • Ok, appartengo alle nuove generazioni e quindi sono viziato dalla mia società a pretendere una certa velocità narrativa;
  • Ok, i film che trattano l'ambito criminal-drammatico non mi fanno impazzire, anzi è il genere che forse digerisco meno in assoluto;
  • Ok, è uscito nel 1976 e devo anche considerare questo aspetto, magari ha ispirato decine e decine di film che invece ho apprezzato;
  • Ok, Scorsese non lo annovero tra i miei registi preferiti. Oltretutto alcune delle sue opere come Quei Bravi Ragazzi, The Aviator, Hugo Cabret e The Wolf Of Wall Street non le reputo meritevoli delle lodi che sento in giro (confermata invece per Shutter Island), e con questo non intendo dire che non li abbia apprezzati. 

Alcuni elementi li salvo, tra cui la buona interpretazione di un per me giovanissimo Robert De Niro. Alcuni amici dicono che gli assomigli, e guardandolo in questo periodo forse non hanno tutti i torti.. In ogni caso impeditegli di ridere, ha un sorriso davvero bizzarro (vedi anche Awakenings - Risvegli)!


Durante tutto il film non succede granché, e infatti credo che l'attenzione voglia porsi sulla psicologia del protagonista. Tuttavia pochi sono gli appigli per cercare di capire in che direzione si muova: non avendo poi grossi rapporti sociali, buona parte del film si basa su inquadrature fisse e primi piani, senza cioè l'aiuto dialoghi che spieghino qualcosa. Molte azioni vengono intraprese infatti così, senza preavviso: è un elemento che può anche piacermi, solo se alla fine ci viene fornita una chiave di lettura, cosa che qui quasi non avviene.

Ad esempio non si capisce se il tema dell'insonnia sia importante o meno ai fini della trama. Direi di sì, credo che sia il motore del suo delirio, tuttavia non ho elementi per confermarlo perché tra l'altro non hanno reso tangibili le ripercussioni fisiche di un uomo che non dorme (occhiaie, allucinazioni,.. come in Fight Club e in The Machinist - L'Uomo Senza Sonno). Infine proprio non ho digerito il racconto quasi a blocchi, uno molto diverso dall'altro e con comportamenti ben distinti.

Se avete voglia di intavolare una discussione, mi trovate sotto nei commenti :P


Consigliato ai ricercatori di storie psicologiche profonde; sconsigliato con decisione a chi è abituato e affezionato al ritmo attuale dei film, ovvero piuttosto sostenuto.


Giudizio complessivo: 7.2

Buona visione e alla prossima,

Bikefriendly




Trailer




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