The Blair Witch Project



Regia: Daniel Myrick, Eduardo Sanchez


Trama iniziale

Tre universitari, evidentemente non oppressi dagli esami, decidono di girare un documentario per indagare sulle leggende circolanti la strega di Blair che aleggerebbe nei boschi attorno alla cittadina di Burkittsville, in Maryland. La tizia in questione fu cacciata dal villaggio nel XIX secolo e da allora
si susseguono voci inquietanti sui luoghi in cui avrebbe trovato dimora.

Gli abitanti del luogo infatti si dividono nell'attribuirle la causa di una tragedia occorsa lì alcuni decenni prima: un efferato serial killer adescò e uccise a coppie alcuni bambini, forse sotto l'influenza della strega. Il trio così, non contento delle interviste ai locali, organizza un'escursione nei luoghi incriminati per registrare più materiale al fine di arricchire il loro documentario...


Recensione critica

Signore e signori, ci troviamo di fronte a un cult: uno di quei film che hanno segnato la storia del cinema, sezione horror in maniera particolare. Anche se non riesco a inserirlo del tutto nel genere orrorifico, le derivazioni nate in seguito hanno avuto largo impiego nel filone. Per la prima volta infatti si è assistito all'utilizzo della tecnica combinata del 'found footage', ovvero del fasullo reperto video ritrovato, insieme a quella dello pseudo-documentario, facendo credere così allo spettatore di riprodurre sulla schermo un vero documentario girato dai protagonisti. Ripeto, a scanso di equivoci: gli ingredienti di questo espediente sono la fittizia veridicità e l'uso di una comune videocamera da filmino invece di una macchina da presa canonica. 

Si vocifera che Ruggero Deodato, discusso regista de Cannibal Holocaust, avesse pensato a presentare una denuncia per plagio nei confronti degli autori di questo The Blair Witch Project, tuttavia rinunciò. Questo per avvertirvi dell'affinità di tecniche cinematografiche e di sceneggiatura. Invece tra i successivi film che hanno preso spunto da questo il migliore, secondo il mio umile parere, è sicuramente Trollhunter, di produzione norvegese, che racconta di come un gruppo di giovani molto molto simile registra un documentario sulla presunta presenza di Troll nelle foreste nazionali. Imperdibile, almeno per i miei gusti. 


Rientrando nei ranghi del genere horror mi ha garbato parecchio Cloverfield, di cui da poco si è annunciato un sequel/spinoff/film_che_vuole_riprercorrere_il_successo_del_predecessore. Carino anche il recente Afflicted, vale anche solo per l'idea originale. So che anche Paranormal Activity ha usato questo espediente, e infatti il successo di pubblico è stato paragonabile, ma lo devo ancora recuperare. Ma il film in found footage, che ha ripreso questa tecnica e l'ha utilizzata in maniera decisamente più efficace e più intelligente trovo che sia Il Quarto Tipo: l'alternarsi di parti recitate e le parti verosimili a me ha creato un'angoscia tale da non aver chiuso occhio per ore la notte dopo averlo visto.

E arriviamo al punto dolente di questo film: nonostante io detenga il titolo di cagasotto per antonomasia, qui non c'è la paura, non c'è lo spavento!! A metà ho capito che dovevo abbassare le mie aspettative, cioè precisamente quando la cartina del bosco scompare e inizio a sentire risatine femminili in sottofondo. Immaginavo fosse la strega che avesse orchestrato il primo dispetto, ma quando non ho notato nessuno movimento di ciglia dei nostri protagonisti mi sono reso conto che no, era il coglione di turno che aveva una risata davvero equivoca. Anche abbassandole al minimo da quel punto in poi, mi è sorto comunque un sentimento di delusione, per via dell'assenza di una vera e propria minaccia.

Questo nonostante alcune scene siano state girate a insaputa degli stessi attori: quei simpaticoni dei due registi avevano lasciato indendere a quei poveri disgraziati che le leggende del luogo narrassero sul serio di una strega. In realtà le interviste iniziali si riferiscono ovviamente a degli attori, solltanto che loro non ne erano a conoscenza. Persino la scena in cui viene smossa la tenda dall'esterno l'hanno ideata senza avvisarli: le reazioni umane spesso quindi si avvicinano alla realtà (poveretti!!!). Curiosamente anche il pubblico sembra esserci cascato, tanto che pare siano arrivate all'indirizzo della madre dell'attrice alcune lettere di condoglianze. LOL :))

Spettatori che infatti hanno enormemente apprezzato il film: rientra nei guinnes for record alla voce "film col miglior rapporto budget/incassi": a fronte di una spesa iniziale irrisoria pari a 22'000 dollari, al botteghino ha incassato oltre 240 milioni di dollari, superando così la ragguardevole cifra di 10'000 dollari guadagnati per ogni dollaro speso. Volendo essere pignoli, bisognerebbe conteggiare anche le spese di post-produzione e di pubblicità, sostenute però dallo studio acquisitore dei diritti. 

Addirittura nei due anni successivi l'attività venatoria nel Maryland ha subito una forte contrazione perché i boschi pullulavano di gente alla ricerca della strega o semplici emulatori, che tennero alla larga la selvaggina. Spezzo una lancia a favore della loro ingenuità spiegando che durante il marketing veniva presentato davvero come il ritrovamento di un filmato reale, e quindi molti lo hanno creduto o hanno pensato fosse il riadattamento cinematografico di qualcosa realmente accaduto...


Consigliato ai cultori del genere orrorifico, anche se in verità nasce più come film spaventoso e ansiolitico; sconsigliato a coloro i quali non piacerebbe perdersi nel bosco ed essere inseguiti da un'entità malevola =))



Giudizio complessivo: 6.7

Buona visione e alla prossima,

Bikefriendly




Trailer




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